Nella valigia degli attrezzi di ogni equipe educativa non possono mancare due utilissimi strumenti di lavoro: flessibilità e capacità d’improvvisazione. Non solo perché gli imprevisti organizzativi sono sempre dietro l’angolo ma anche perché, in fondo, una rigidità spesso fine a se stessa è il più delle volte controproducente. 

Capita, allora, che un pomeriggio stravolto dalle ben note restrizioni ci porti su di una ripida stradina sterrata in direzione del Bosco della Città, qui a Rovereto. Pur nell’apparente semplicità di una passeggiata all’aria aperta, il ritrovarsi in un contesto diverso dal C’entro Anch’io, in un’attività fisicamente anche un po’ impegnativa, ci ha permesso di conoscere meglio e sotto altri punti di vista i nostri ragazzi del gruppo medie.

All’inizio scoraggiati e affaticati! Ogni momento è buono per una pausa e c’è chi addirittura si sdraia platealmente a terra in segno di protesta. La salita spezza il fiato e siamo tutti fuori allenamento. Poco alla volta però si inizia ad apprezzare il panorama, a fantasticare sulle orme degli animali, a immaginare lupi e orsi affamati nascosti tra gli alberi. L’immaginazione prende il posto della fatica.

Poi iniziano vere e proprie sfide di corsa, dove per vincere non serve arrivare primi ma semplicemente (si fa per dire) raggiungere la cima. Quindi ci si incoraggia, ci si sostiene, ci si scopre amici sempre ridendo a crepapelle. Le relazioni si trasformano e si arricchiscono.

La temibile “scalata” ormai è solo un ricordo, ecco la discesa. Il sentiero però adesso è del tutto cambiato, grossi massi e una fitta vegetazione ostruiscono il passaggio. È necessario fare ancora gioco di squadra per superare gli ostacoli, prestando attenzione a dove mettere i piedi e aguzzando la vista nel cercare gli appigli migliori. Alla fine del percorso si alzano al cielo grida di vittoria, missione compiuta!

È stato in questo modo che una piccola escursione nella natura proposta quasi per caso ci ha regalato momenti di grande complicità, proponendo uno sguardo nuovo sui ragazzi e stimoli educativi che cercheremo di cogliere e declinare al meglio nel nostro impegno quotidiano.

Perchè dopo ogni salita, non importa quanto ripida, c’è sempre una discesa più o meno agile. Forse è ciò che avviene tra l’una e l’altra a rendere memorabile il viaggio.

L’equipe del C’entro Anch’io