“Quando attraverso la lettura, la scrittura, la musica, il disegno e l’immaginazione ho incominciato ad apprezzare la vita”. (S.S., cohouser).

Si tratta di un vero e proprio processo di storytelling.

Sono nato in una famiglia sbagliata” è il progetto editoriale di uno dei nostri cohouser, che sta concludendo il suo percorso di alta formazione grafica.

Il “prodotto”, la tesina, non è solamente uno scritto, ma la forza dei care leavers in continua ricerca della bellezza e dell’unicità.

S.S., l’autore, ha voluto raccogliere le vite di quattro giovani che, cresciuti senza la presenza di una famiglia, sono riusciti attraverso la scrittura autobiografica, la musica, il cinema e il disegno a trovare quella parte intoccabile di libertà che li ha resi vivi.

S.S. fa “da filo rosso”: in ciascuna storia dei quattro amici “raccontati”, racconta una parte di sé.

È bello vedere che lo spazio del cohousing crea davvero la possibilità di ricostruire il proprio percorso di vita.

È bello sapere che c’è ancora voglia di raccontarsi. Ma, soprattutto, dà speranza vedere il potere vitale della VITA.

L’equipe del progetto Cohousing “Mi casa, mi vida”