San L. Murialdo
A bisogni nuovi occorrono opere nuove. I fratelli sono capolavori della mano di Dio, perché amati da Dio.

Leonardo Murialdo: un “pezzo di Vangelo” vissuto nel secolo scorso, ma attuale e vicino alla nostra realtà. Un educatore e amico dei giovani e dei più poveri, quelli sfruttati o in difficoltà a crescere, perché soli. Un uomo, il Murialdo, animato da spirito profetico e passione evangelica, che lavorò in questa realtà nella ricerca di risposte valide. Un santo torinese aperto alla novità e attento ai "segni dei tempi", capace di inventare iniziative di servizio in collaborazione coi laici. Tutto piemontese con una spiritualità condensata in quel "fare e tacere" tipica della gente di montagna che preferisce l’ “essere” all’”apparire”.
Dal Murialdo della storia, al Murialdo della vita. Quello ancora giovane di 17 anni, quando progetta la sua vita con e per i poveri: "ascolta e comprendi le voci dell'universo, della terra, della tua gente...le voci dei sofferenti, dei poveri, degli oppressi". Quello che si fa "amico, fratello, padre", quello che si fa povero e si spoglia di ogni sicurezza per stare con l'emarginato, quello dal cuore grande e sensibile, profondamente uomo e innamorato dell'uomo.
Nel Trentino-Alto Adige in questi anni di storia si è tentato di non disperdere nessuna ricchezza di umanità, proprio perché luogo e spessore dell'amore di Dio, che non butta via nessuno.
La proposta educativa della Comunità Murialdo è fondata sui valori evangelici dell'amore di Dio per l'uomo e del rapporto di amore dell'uomo per i fratelli. Al centro del progetto, vi è la persona, redenta e liberata, chiamata a costruire l'uomo a immagine di Dio e a rispondere al Suo Amore.
Il nome “Murialdo” dunque, esprime il riferimento ad una persona che significa un metodo, una pedagogia, una filosofia, uno stile di vita, una spiritualità, un carisma.
Nasce a Torino il 26 ottobre 1828 da una famiglia agiata, unita, profondamente cristiana. Il padre Franchino Murialdo è un agente di cambio, una professione assai redditizia. Purtroppo muore all'età di 58 anni quando Leonardo non ha ancora 5 anni.
Quando Nadino (com'è chiamato in casa) ha otto anni, la madre Teresa Rho lo invia in collegio, assieme al fratello Ernesto, presso i padri Scolopi a Savona.
Nel 1843 ritorna a Torino e si iscrive al biennio di filosofia (l'attuale liceo classico). Intanto comprende di essere chiamato al sacerdozio e si iscrive così alla facoltà teologica dell'università.
Nel 1850 si laurea e il 20 settembre 1851 è ordinato sacerdote.
I primi anni di sacedozio sono spesi nella catechesi dei ragazzi, nella predicazione, nel lavoro educativo nei primi oratori torinesi in favore della gioventù povera della periferia.
Nel 1865 si reca a Parigi per trascorrere un intero anno scolastico nel seminario di San Sulpizio, dove completa la sua formazione teologica e pastorale e dove conosce le attività educative e assistenziali parigine. Il soggiorno parigino è seguito da un'esperienza estiva a Londra nel 1866.
Tornato a Torino accetta di diventare rettore del Collegio Artigianelli. Dal dicembre 1866 in poi il suo impegno principale sarà l'educazione dei giovani poveri con iniziative e metodi pedagogici spesso all'avanguardia.
L'attività del Murialdo non è però ristretta al solo collegio. L'Associazione di Carità, principale campo di lavoro apostolico per il Murialdo sostiene oltre al collegio Artigianelli con 200 ragazzi, altre cinque istituzioni: il riformatorio di Bosco Marengo con circa 400 ragazzi, la colonia agricola di Bruere, presso Rivoli, con una cinquantina di ragazzi, la casa-famiglia per studenti con una ventina di ragazzi, la casa-famiglia per giovani operai con 52 ospiti e infine l'Istituto San Giuseppe di Volvera con 41 ragazzi.
Investe inoltre molte energie nel movimento operaio cattolico piemontese e italiano, si batte per una giusta legislazione del lavoro, soprattutto in favore dei bambini e delle donne e per un prolungamento dell'istruzione scolastica a favore dei ragazzi che vanno a lavorare in troppo tenera età. E' attivamente presente nel campo della stampa cattolica contribuendo con alcuni collaboratori al sorgere di quella che diventerà poi “La voce dell'operaio”, il primo giornale operaio cattolico d'Italia.
Per assicurare continuità alla sua opera educativa e sociale dà inizio nel 1873 ad un gruppo di religiosi, la Congregazione di San Giuseppe (i Giuseppini).
Leonardo Murialdo muore il 30 marzo 1900 e settant'anni dopo, il 3 maggio 1970 è proclamato Santo.
Ultimo aggiornamento (Martedì 07 Giugno 2011 20:43)



